DECRETO DIGNITA’: LE NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO

Sabato 14 luglio è entrato in vigore il Decreto Legge n. 87/2018 recante misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (c.d. Decreto Dignità), contenente una serie di importanti modifiche relative ai contratti a termine, alla somministrazione a tempo determinato e alle indennità previste dal regime a tutele crescenti per i licenziamenti illegittimi.

Ricordiamo che il Decreto Legge dovrà poi essere convertito in Legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla sua pubblicazione, pena la perdita di efficacia ex tunc (ossia dal primo giorno) del provvedimento, e potrà essere oggetto di emendamenti modificativi con efficacia ex nunc, ossia dall’entrata in vigore della Legge di conversione, con la possibilità che al contratto a termine possano applicarsi, nel breve periodo, normative differenti.

  1. CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

    • DURATA MASSIMA

La durata massima complessiva del contratto a tempo determinato (comprensiva di rinnovi e/o proroghe) viene ridotta da 36 a 24 mesi.

  • NUMERO DI PROROGHE

Il numero massimo di proroghe del contratto a tempo determinato viene ridotto da 5 a 4.

  • REINTRODUZIONE DELLE CAUSALI

Il Decreto prevede la possibilità di stipulare un solo contratto a tempo determinato acausale, della durata non superiore a 12 mesi; i contratti a termine con durata iniziale superiore ai 12 mesi (e comunque non superiore ai 24 mesi) potranno invece essere stipulati solamente in presenza di almeno una delle seguenti causali:

  1. esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
  2. esigenze sostitutive di altri lavoratori;
  3. esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria;

Rinnovi e causali

La presenza delle causali è inoltre richiesta sin dal primo rinnovo (prosecuzione di un contratto a termine, a seguito di un’interruzione) di un contratto con durata iniziale inferiore ai 12 mesi.

Esempio: primo contratto a termine (acausale) di durata pari a 3 mesi à il rinnovo di ulteriori 3 mesi a seguito di una breve interruzione di due settimane dovrà riportare necessariamente una delle suddette causali.

Proroghe e causali

Il contratto può essere prorogato (prosecuzione di un contratto a termine, senza interruzioneliberamente nei primi dodici mesi e, successivamente, solo in presenza delle predette causali.

Esempio: primo contratto a termine (acausale) di 3 mesi à la prima proroga di ulteriori 6 mesi sarà acausale, così come la seconda proroga di un’ulteriore mese, ma la terza proroga di 3 mesi dovrà necessariamente riportare una delle predette causali, dato che la durata complessiva (13 mesi) supererà la soglia dei 12 mesi.

Attività stagionali

Per le attività stagionali i contratti a tempo determinato potranno essere rinnovati e prorogati anche in assenza di causali e per una durata complessiva anche superiore ai 24 mesi.

  • INCREMENTO CONTRIBUZIONE CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

Il contributo addizionale INPS introdotto dalla Legge Fornero per i contratti a tempo determinato, pari al 1,4%, subirà una maggiorazione dello 0,5% in caso di rinnovo. Il contributo addizionale risulterà pertanto pari a 1,9% dal primo rinnovo e per quelli successivi. La maggiorazione non si applicherà, invece, in caso di proroga.

  • TERMINE DI IMPUGNAZIONE DEL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

Il termine di impugnazione del contratto a tempo determinato viene elevato dagli attuali 120 giorni ad 180 giorni (al pari del termine di impugnazione dei licenziamenti nei contratti a tempo indeterminato), decorrenti dalla sua cessazione.

  • CONTRATTI IN ESSERE ED EFFICACIA DEL DECRETO

Le nuove disposizioni si applicheranno ai contratti stipulati successivamente all’entrata in vigore del Decreto (quindi dal 14 luglio 2018 in avanti), ma avranno efficacia anche per i contratti in essere alla data di entrata in vigore del provvedimento, se rinnovati e/o prorogati in data successiva al 13 luglio.

2. SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO

L’articolo 2 del Decreto estende ai contratti di somministrazione a tempo determinato stipulati tra somministratore e utilizzatore la disciplina dei contratti a termine, ad eccezione degli articoli 23 (relativo al numero massimo di contratti a termine stipulabile) e 24 (riguardante il diritto di precedenza) del D.lgs. 81/2015.

 

3. INDENNITA’ RISARCITORIA PER I LICENZIAMENTI ILLEGGITTIMI (TUTELE CRESCENTI)

L’articolo 3 del Decreto innalza il limite, minimo e massimo, dell’indennità risarcitoria dovuta in caso di illegittimità del licenziamento per giustificato motivo o giusta causa ai lavoratori a cui si applica il regime delle “tutele crescenti”(assunti dal 7 marzo 2015 in poi) da parte di imprese con più di 15 dipendenti, prevedendo che al lavoratore debba essere corrisposta un’indennità di importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio e in misura non inferiore a 6 mesi (prima era 4 mesi) e non superiore a 36 mesi (prima era 24 mesi).

 

La modifica ha conseguenze anche per le imprese fino a 15 dipendenti, per le quali il limite minimo dell’indennità risarcitoria è fissato  in misura pari al 50% del limite minimo individuato per imprese con oltre 15 dipendenti, fermo restando il limite massimo di 6 mensilità (art. 9, D.lgs. 23/2015). Ne consegue che, per le imprese con meno di 15 dipendenti l’indennità risarcitoria sarà pari ad una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio e in misura non inferiore a 3 mesi (prima era 2 mesi) e non superiore a 6 mesi.

 

In tal modo il decreto determina per le piccole imprese una situazione di maggior costo non solo rispetto a quanto finora previsto dal D.Lgs. n. 23/2015 per i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 (limite minimo di 2 mensilità e limite massimo di 6 mensilità), ma anche rispetto alla disciplina di cui alla legge n. 604/1966, applicabile ai lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 (indennizzo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6).

Leggi il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale: DL 87_2018_DECRETO DIGNITA’

 

Per ulteriori informazioni contattare l’Ufficio Sindacale.

Ufficio Sindacale

Associazione Artigiani della Provincia di Pavia

Tel. 0382.377558 / Mail: luca.vizzini@confartigianato.pv.it

 

 

CONDIVIDI SU: Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInPin on Pinterest