IL DECRETO DIGNITA’ STA PER DIVENTARE LEGGE

IL DECRETO DIGNITA’ STA PER DIVENTARE LEGGE:

LE ULTIMISSIME

 

E’arrivato nella serata di ieri, giovedì 2 agosto 2018, il via libera della Camera alla conversione in legge del Decreto Legge n. 87/2018 recante misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (c.d. Decreto Dignità), entrato in vigore lo scorso 14 luglio (si veda la nostra circolare del 16.07.2018, “DECRETO DIGNITA’: LE NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO”). Si attende a questo punto il voto del Senato, che dovrebbe confermare il testo approvato dalla Camera entro la prossima settimana.

La presente circolare riporta in nero il testo del Decreto Legge, oggi efficace, ed evidenzia in rosso le modifiche che verosimilmente entreranno in vigore la prossima settimana, con la conversione in Legge del Decreto. Tra le novità: per i contratti a termine in essere nuove regole da novembre, voucher per le imprese del turismo, licenziamenti più onerosi.

  1. CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO
    • DURATA MASSIMA

La durata massima complessiva del contratto a tempo determinato (comprensiva di rinnovi e/o proroghe) viene ridotta da 36 a 24 mesi.

  • NUMERO DI PROROGHE

Il numero massimo di proroghe del contratto a tempo determinato viene ridotto da 5 a 4.

  • REINTRODUZIONE DELLE CAUSALI

Il Decreto prevede la possibilità di stipulare un solo contratto a tempo determinato acausale, della durata non superiore a 12 mesi; i contratti a termine con durata iniziale superiore ai 12 mesi (e comunque non superiore ai 24 mesi) potranno invece essere stipulati solamente in presenza di almeno una delle seguenti causali:

  1. esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
  2. esigenze sostitutive di altri lavoratori;
  3. esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria;

Rinnovi e causali

La presenza delle causali è inoltre richiesta sin dal primo rinnovo (prosecuzione di un contratto a termine, a seguito di un’interruzione) di un contratto con durata iniziale inferiore ai 12 mesi.

Esempio: primo contratto a termine (acausale) di durata pari a 3 mesi à il rinnovo di ulteriori 3 mesi a seguito di una breve interruzione di due settimane dovrà riportare necessariamente una delle suddette causali.

Proroghe e causali

Il contratto può essere prorogato (prosecuzione di un contratto a termine, senza interruzioneliberamente nei primi dodici mesi e, successivamente, solo in presenza delle predette causali.

Esempio: primo contratto a termine (acausale) di 3 mesi à la prima proroga di ulteriori 6 mesi sarà acausale, così come la seconda proroga di un’ulteriore mese, ma la terza proroga di 3 mesi dovrà necessariamente riportare una delle predette causali, dato che la durata complessiva (13 mesi) supererà la soglia dei 12 mesi

Attività stagionali

Per le attività stagionali i contratti a tempo determinato potranno essere rinnovati e prorogati anche in assenza di causali e per una durata complessiva anche superiore ai 24 mesi.

Conversione automatica a tempo indeterminato in assenza di causali

In caso di stipula di un contratto di durata superiore ai 12 mesi, in assenza di causali, il contratto a termine si convertirà automaticamente, dal superamento del 12esimo mese, in un contratto a tempo indeterminato.

La stessa conversione opererà dal superamento del 12esimo mese in caso di proroghe prive di causali e al primo rinnovo, a prescindere dalla durata complessiva del contratto.

  • INCREMENTO CONTRIBUZIONE CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

Il contributo addizionale INPS introdotto dalla Legge Fornero per i contratti a tempo determinato, pari al 1,4%, subirà una maggiorazione dello 0,5% in caso di rinnovo. Il contributo addizionale risulterà pertanto pari a 1,9% dal primo rinnovo e per quelli successivi. La maggiorazione non si applicherà, invece, in caso di proroga.

La maggiorazione di 0,5 punti percentuali del contributo addizionale NASpI-INPS (pari al 1,4%), in occasione di ciascun rinnovo di un contratto a termine, non si applicherà al rapporto di lavoro domestico (colf/badanti).

  • TERMINE DI IMPUGNAZIONE DEL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

Il termine di impugnazione del contratto a tempo determinato viene elevato dagli attuali 120 giorni ad 180 giorni (al pari del termine di impugnazione dei licenziamenti nei contratti a tempo indeterminato), decorrenti dalla sua cessazione.

  • CONTRATTI IN ESSERE: NUOVA NORMATIVA SUBITO APPLICABILE

Le nuove disposizioni si applicheranno ai contratti stipulati successivamente all’entrata in vigore del Decreto (quindi dal 14 luglio 2018 in avanti), ma avranno efficacia anche per i contratti in essere alla data di entrata in vigore del provvedimento, se rinnovati e/o prorogati in data successiva al 13 luglio.

Sarà modificato:

  • CONTRATTI IN ESSERE: LA NUOVA NORMATIVA SI APPLICHERA’ DA NOVEMBRE

Le novità in materia di contratto a termine (durata massima e numero di proroghe ridotti, rispettivamente, da 36 a 24 mesi e da 5 a 4 proroghe; reintroduzione delle causali superati i 12 mesi di durata; incremento del contributo addizionale INPS) saranno da subito efficaci per i contratti stipulati dal 14 luglio 2018 in poi (entrata in vigore del Decreto Dignità), mentre per i contratti in essere al 13 luglio 2018 la nuova normativa si applicherà esclusivamente alle proroghe ed ai rinnovi successivi al 31 ottobre 2018: entro quella data, le imprese potranno dunque prorogare e/o rinnovare liberamente, senza l’apposizione di alcuna causale, i contratti precedentemente instaurati, applicando la durata massima di 36 mesi e il limite di 5 proroghe.

 

2. SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO

 

  • SOMMINISTRAZIONE A TEMPO DETERMINATO: NORMATIVA APPLICABILE

 

L’articolo 2 del Decreto estende ai contratti di somministrazione a tempo determinato stipulati tra somministratore e utilizzatore la disciplina dei contratti a termine, ad eccezione degli articoli 21 (intervalli di 10 o 20 giorni tra un rinnovo e l’altro) 23 (relativo al numero massimo di contratti a termine stipulabile) e 24 (riguardante il diritto di precedenza) del D.lgs. 81/2015.

 

  • LIMITI NUMERICI ALLA SOMMINISTRAZIONE A TEMPO DETERMINATO

Viene introdotto un limite numerico legale ai contratti di somministrazione a tempo determinato, in precedenza demandato unicamente alla contrattazione collettiva: salvo diversa previsione dei contratti collettivi applicati dall’utilizzatore e fermo restando il limite del 20% dei contratti a tempo determinato, il numero complessivo di lavoratori assunti con contratto a tempo determinato ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30 % dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipula del predetto contratto, con un arrotondamento del decimale all’unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5.

Esempio = l’azienda con 10 lavoratori a tempo indeterminato (in forza al 1° gennaio 2018), potrà: 1) occupare 2 lavoratori con contratto a tempo determinato e 1 con contratto di somministrazione a tempo determinato, oppure 1 con contratto a tempo determinato e 2 con contratto di somministrazione a tempo determinato, o ancora 3 contratti di somministrazione a tempo determinato, comunque non superando il limite di 2 contratti a tempo determinato ed il limite complessivo di 3 unità, tra tempi determinati e somministrati a tempo determinato.

  • NUOVE SANZIONI PER SOMMINISTRAZIONE FRAUDOLENTA

Si inaspriscono le sanzioni in caso di somministrazione illecita di manodopera: quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicata al lavoratore (cd. “somministrazione fraudolenta”), somministratore e utilizzatore sono puniti con un’ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e ciascun giorno di somministrazione, in aggiunta alle sanzioni amministrative previste per la somministrazione illecita, pari a 50 euro per ciascun lavoratore coinvolto e ciascun giorno di somministrazione (sanzioni amministrative in ogni caso non inferiori a 5.000 euro e non superiori a 50.000 euro).

  • INCREMENTO CONTRIBUZIONE SOMMINISTRAZIONE A TEMPO DETERMINATO

La maggiorazione di 0,5 punti percentuali del contributo addizionale NASpI-INPS (pari al 1,4%), in occasione di ciascun rinnovo di un contratto a termine, si applicherà anche  ai contratti di somministrazione a tempo determinato.

3. LICENZIAMENTI

  • INDENNITA’ RISARCITORIA PER I LICENZIAMENTI ILLEGGITTIMI (TUTELE CRESCENTI)

L’articolo 3 del Decreto innalza il limite, minimo e massimo, dell’indennità risarcitoria dovuta in caso di illegittimità del licenziamento per giustificato motivo o giusta causa ai lavoratori a cui si applica il regime delle “tutele crescenti”(assunti dal 7 marzo 2015 in poi) da parte di imprese con più di 15 dipendenti, prevedendo che al lavoratore debba essere corrisposta un’indennità di importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio e in misura non inferiore a 6 mesi (prima era 4 mesi) e non superiore a 36 mesi (prima era 24 mesi).

 

La modifica ha conseguenze anche per le imprese fino a 15 dipendenti, per le quali il limite minimo dell’indennità risarcitoria è fissato  in misura pari al 50% del limite minimo individuato per imprese con oltre 15 dipendenti, fermo restando il limite massimo di 6 mensilità (art. 9, D.lgs. 23/2015). Ne consegue che, per le imprese con meno di 15 dipendenti l’indennità risarcitoria sarà pari ad una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio e in misura non inferiore a 3 mesi (prima era 2 mesi) e non superiore a 6 mesi.

 

In tal modo il decreto determina per le piccole imprese una situazione di maggior costo non solo rispetto a quanto finora previsto dal D.Lgs. n. 23/2015 per i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 (limite minimo di 2 mensilità e limite massimo di 6 mensilità), ma anche rispetto alla disciplina di cui alla legge n. 604/1966, applicabile ai lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 (indennizzo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6).

 

  • OFFERTA DI CONCILIAZIONE

 

Gli emendamenti  al Decreto Dignità prevedono l’innalzamento dell’importo, minimo e massimo, esente da tassazione e contribuzione, che il datore può offrire, in caso di licenziamento, al lavoratore in “tutele crescenti”(quindi assunto dal 7 marzo 2015 in poi) nell’ambito della conciliazione introdotta dall’ art. 6 del D.lgs. 23/2015(“Offerta di Conciliazione”), volta ad evitare strascichi giudiziali rispetto alla conclusione del rapporto di lavoro.

 

Per le imprese con più di 15 dipendenti il datore di lavoro può offrire un importo pari a una mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio, in misura non inferiore a 3 mensilità (prima erano 2) e non superiore a 27 mensilità (prima erano 18).

 

La modifica ha conseguenze anche per le imprese fino a 15 dipendenti, per le quali il limite minimo dell’importo conciliativo è fissato  in misura pari al 50% del limite minimo individuato per imprese con oltre 15 dipendenti, fermo restando il limite massimo di 6 mensilità (art. 9, D.lgs. 23/2015). Ne consegue che, per le imprese con meno di 15 dipendenti l’importo conciliativo sarà pari ad una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio e in misura non inferiore a 1,5 mensilità (prima era 1 mensilità) e non superiore a 6 mensilità.

4. ESONERO CONTRIBUTIVO UNDER 35: OPERATIVO ANCHE NEL 2019-2020

L’esonero contributivo INPS per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35 sarà fruibile anche nel biennio 2019-2020 e non solo per le assunzioni effettuate nell’anno 2018, come previsto originariamente dalla L. 205/2017.

L’incentivo consiste in uno sgravio contributivo INPS nella misura del 50% rispetto all’aliquota generale applicabile a carico del datore di lavoro, per le assunzioni/trasformazioni tempo a indeterminato di under 35 alla prima occupazione stabile (ossia mai impiegati con un contratto a tempo indeterminato).

5. VOUCHER: LIMITI MENO STRINGENTI PER AGRICOLTURA E TURISMO

Verrà estesa alle aziende del turismo, con massimo 8 dipendenti, la possibilità di ricorrere a prestazioni di lavoro occasionali (precedentemente conosciute come “Voucher”), in deroga al limite generale, che prevede invece che il ricorso alla prestazione occasionale sia ammissibile solamente per aziende con massimo 5 dipendenti a tempo indeterminato, salvo specifici divieti per determinate attività (es. edilizia, appalti).

 

Inoltre per le aziende dell’agricoltura (per le quali il ricorso alle prestazioni occasionali è ammissibile esclusivamente nei confronti di determinati soggetti: pensionati, under 25, disoccupati, percettori di altre prestazioni di sostegno al reddito)  e per quelle del turismo sarà possibile effettuare , con il singolo prestatore occasionale, un periodo di lavoro di durata massima di 10 giorni consecutivi, in luogo della durata massima di 3 giorni, individuata dalla precedente normativa.

 

 

Per ulteriori informazioni contattare l’Ufficio Sindacale.

Ufficio Sindacale

Associazione Artigiani della Provincia di Pavia

Tel. 0382.377558 / Mail: luca.vizzini@confartigianato.pv.it

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