Il futuro della panificazione artigiana passa da un prodotto di qualità

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La qualità è la chiave per vincere sulla concorrenza, soprattutto quando si parla di grande distribuzione. E qualità significa non solo un prodotto genuino, ma anche produttori aggiornati e innovativi. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Bakery 3.0”, organizzato dalla rivista Il Panificatore Italiano e da Italian Gourmet, che ha visto riuniti a Milano anche i panificatori di Confartigianato, con la partecipazione di oltre 300 persone e la rappresentanza di tutte le più importanti sigle sindacali.

“Il futuro della panificazione artigiana passa innanzitutto da un prodotto di qualità – ha spiegato il presidente nazionale di Confartigianato panificatori Enzo Mengoni – ma oggi questo non basta più. Serve saper comunicare il valore aggiunto del pane artigiano, veicolando una vera e propria cultura del prodotto tra i suoi consumatori. Ma serve moltissimo anche investire nella formazione, per proporsi sul mercato in modo consapevole e al passo con i tempi. Senza dimenticare, infine, l’importanza di proporre una gamma di prodotti completa, che includa anche prodotti da forno dolci e salati, per meglio affrontare la concorrenza della grande distribuzione”.

Molti i relatori qualificati presenti all’incontro, che hanno sottolineato come il pane, da semplice alimento per sfamare, si stia sempre più trasformando in un elemento protagonista della tavola, in abbinamento alle diverse pietanze, per cui esiste un pane giusto per ogni preparazione. Inoltre, come hanno ribadito i nutrizionisti intervenuti, il pane rimane un ingrediente fondamentale della dieta: ingiustamente accusato di ingrassare, se consumato nelle giuste dosi e alternando le diverse varietà, il pane fa parte invece a pieno titolo degli alimenti buoni e sani indicati per tutta la famiglia.

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