MODA – Al via la rivoluzione delle ‘etichette parlanti’ per tutelare il 100% made in Italy

Basta con le brutte sorprese. I capi d’abbigliamento ora ‘parlano’ e ai consumatori dicono tutta la verità su dove, come e da chi sono stati realizzati. La novità delle ‘etichette parlanti’ ha debuttato ufficialmente il 6 settembre a Milano, durante ‘Origin Passion and Beliefs‘, il Salone dedicato ai produttori italiani nel settore dell’accessorio fashion organizzato da Fiera di Vicenza e che dal 6 all’8 settembre si svolge in concomitanza a Milano Unica.

Le ‘etichette parlanti’ sono un progetto-pilota della Regione Veneto all’insegna della tracciabilità che porta la firma diConfartigianato Moda del Veneto. Lo ha realizzato insieme con Cna, Confindustria e Confesercenti sezioni moda, con il sostegno delle Associazioni dei consumatori (Adoc, Adiconsum, Federconsumatori, Lega Consumatori e Unione nazionale consumatori del Veneto), sposato dall’Assessorato regionale allo Sviluppo Economico e Tutela del Consumatore con il coinvolgimento di Unionfiliere che certifica le linee produttive con il suo sistema Tf, e Unioncamere del Veneto.

Uno spiegamento di forze importante per dare vita ad una ‘rivoluzione’ nella manifattura italiana. L’obiettivo consiste nel tutelare i produttori di capi d’abbigliamento, i consumatori, la qualità del 100% made in Italy.

L’etichetta parlante punta tutto sull’innovazione digitale: grazie ad un’applicazione creata ad hoc, basterà avvicinare il telefonino ad un paio di jeans o a una camicia e i consumatori sapranno dove è stata prodotta la stoffa, dove è stata colorata o trattata, in quale posto è stata tagliata e cucita, dove è stata assemblata. I vantaggi sono numerosi per tutti: il cliente saprà esattamente cosa acquista mentre il produttore potrà valorizzare la qualità del suo prodotto e approfittare del contatto con il consumatore finale per azioni di marketing e per espandere così il suo mercato.

“La ‘rivoluzione’ voluta da Confartigianato Moda del Veneto – spiega il suo Presidente Gianluca Fascina – è un’arma potente per valorizzare il vero made in Italy e combattere il mercato del falso che ci costa 7 miliardi l’anno, distrugge imprese e occupazione e danneggia i consumatori. “Un consumatore – sottolinea Fascina – deve avere la certezza di cosa compra e non deve rischiare di alimentare la catena del falso che causa danni a tutti”.

La tecnologia digitale è il cuore del progetto. Secondo il Presidente Fascina: “Bisogna sfruttare nel modo più semplice e immediato possibile le nuove tecnologie. Chi aderirà al progetto non dovrà acquistare alcun software perchè sarà tutto open source e l’applicazione si scaricherà in cloud. Gli strumenti successivi saranno il QRcode per leggere l’etichetta e la tecnologia più avanzata dell’NCF o dell’RFID”.

L’abbigliamento è il primo settore a sperimentare l’etichetta parlante, aggiunge il Presidente Gianluca Fascina: “Il progetto pilota riguarderà una ventina di aziende della moda del Veneto. Ma può essere allargato ad altri settori produttivi del made in Italy: pelle, oreficeria, legno fino all’agroalimentare”.

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