NOVITA’ IN MATERIA DI POMPE DI CALORE

Pavia, 14 marzo 2017

Vi informo che Regione Lombardia ha emanato due provvedimenti legati alle pompe di calore.

Il primo è la DGR 8 febbraio 2017 – n. X/6203 che riguarda l’installazione delle pompe di calore geotermiche a circuito aperto con fonte primaria acqua: prelevano acqua e la riscaricano dopo aver scambiato il calore.

Pur trattandosi di installazioni di nicchia occorre tener presente che da ora in poi la procedura per la loro realizzazione viene normata. Da questo punto di vista occorre tener presente che il Decreto 152/06 meglio noto come “Testo Unico in materia Ambientale” prevede una specifica autorizzazione per tutti i sistemi che utilizzano l’energia termica delle acque sotterranee e la remissione di acqua in falda nonché la dotazione di uno scambiatore di calore che garantisca la separazione dei circuiti idraulici al fine di evitare qualsiasi rischio di contaminazione.

Le installazioni vengono classificate in base al fatto che superino o meno la portata di prelievo di 5 l/s:

  1. per quelle di portata inferiore a questo valore è necessaria un’attestazione per lo stato di qualità idrochimica delle acque sotterranee desunto dalla letteratura o da dati, relativi alle reti di pozzi esistenti, riferiti al massimo a cinque anni prima della data di presentazione della richiesta di autorizzazione
  2. per impianti superiori al valore indicato, è obbligatorio almeno un campionamento dell’acqua in un punto del circuito posto a monte della pompa di calore e un campionamento in un punto del circuito posto a valle della pompa di calore prima dell’opera di restituzione, entro 30 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto.

L’autorizzazione viene quindi rilasciata a fronte di una relazione che comprenda:

  • caratteristiche tecniche dell’impianto di scambio termico (a cura di un tecnico abilitato)
  • analisi geologica e idrogeologica (predisposta da geologo abilitato)
  • progetto delle opere di presa e resa (predisposta da tecnico abilitato)

L’acqua reimmessa non può superare la temperatura di 5° C rispetto alla temperatura media annuale e in ogni caso non potrà essere superiore ai 21° C (fatta salva la presenza di acque con anomalie geotermiche di origine naturale).

Il secondo provvedimento riguarda il calcolo della quota di energia rinnovabile fornita dai generatori a pompa di calore DGR 27  febbraio 2017 – n. X/6276.

I generatori PdC non producono infatti il 100% di energia rinnovabile. L’utilizzo delle FER è obbligatorio per coprire nelle nuove abitazioni e nelle ristrutturazioni di primo livello una quota del 50% dell’intero fabbisogno energetico. La nuova formula dovrebbe consentire di valorizzare maggiormente le pompe di calore a combustione rispetto a quelle elettriche.

 

dott. Pietro Rizzi

 

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